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Dino Viola

Dino Viola fu Presidente della Roma dal 1979 fino alla sua scomparsa all'inizio degli anni '90.

Viola fu l'artefice numero uno del memorabile scudetto romanista 1982-'83, il primo del Secondo dopoguerra dopo quello vinto nel 1941-'42 con Amedei centravanti.

Tra gli altri successi della A.S.Roma della sua conduzione ricordiamo cinque Coppe Italia (1979-'80, 1980-'81, 1983-'84, 1985-'86, 1990-'91) due Scudetti sfiorati di un palmo (1980-'81 e 1985-'86) e un incredibile cammino nella Coppa dei Campioni 1983-'84 - memorabile la rimonta con gli Scozzesi del Dundee United - interrotto solo nella maledetta finale contro il Liverpool ai rigori che, per uno scherzo del destino, si disputò proprio a Roma.

Viola fu un grande esempio di stile e di raffinata ironia, di sottile intelligenza e di signorile garbo, qualità che gli permisero di divenire anche un senatore della Repubblica per più legislature, segno di un apprezzamento della sua gente che andava oltre il semplice consenso sportivo.

Il Presidente della Roma veniva una tantum qui da "Checco". Ordinava, quasi sempre, patate lesse e poco altro: "Mi raccomando, Signor Filippo, non mi faccia appesantire" soleva dire.

Una delle sue grandi battaglie fu per la costruzione di un nuovo stadio (che sarebbe servito anche per i Campionati del mondo in Italia nel 1990) da edificare lontano dal Foro italico e lasciare intatto lo Stadio Olimpico nella sua marmorea bellezza. Visti i costi e, vista soprattutto la cattiva visuale che offre lo Stadio Olimpico rinnovato (uno Stadio ottimo per vedere l'atletica, del tutto inadeguato per assistere a delle partite da calcio) possiamo asserire che, ancora una volta, il Presidente Viola aveva sacrosanta ragione.