Home
Avventori Illustri
Il ristorante
La pasticceria
Il Ristorante racconta...
Avventori Illustri
A - C
D - K
L - P
R - Z
 
 
 
 
 
 
Giulio Andreotti (1919)

Forse il più grande esponente della Democrazia Cristiana, più volte ministro e presidente del Consiglio per ben 7 volte.

Giovane costituente nel 1947, poi una carriera politica inarrestabile che lo ha visto cambiare, disinvoltamente, tutte le "poltrone" possibili: Presidenza del Consiglio, interni, esteri, finanze, tesoro, industria, bilancio.

Assurto a simbolo di un potere un po' corrotto, un po' corruttore, Andreotti ha visto mettere a serio repentaglio la sua rispettabilità quando, negli anni novanta il sistema tangentario fu scardinato dall'inchiesta giudiziara passata alla storia come, appunto, "tangentopoli". Andreotti ne uscì comunque abbastanza bene.

Uomo spiritoso, dalle battute salaci e corrosive (una fra tutte "Il potere logora chi non ce l'ha") Andreotti, nel bene e nel male, è stato il simbolo della politica italiana e dei suoi sistemi per almeno trent'anni.

Giulio Andreotti, sempre in compagnia della moglie, è stato forse lo statista più "amico" del ristorante.

Presente all'inaugurazione del ristorante dopo i lavori di allargamento e di restauro nel 1968, Andreotti era uso (corrisposto) inviare gli auguri di Natale a Pippo e famiglia.

Autore, altresì, di numerosi saggi storici e politici, nel 1991, durante la Presidenza Cossiga viene nominato senatore a vita.