Gli Ospiti di Checco
Dagli anni '40 in poi sono passati da Checco artisti, attori, uomini politici di ogni nazione.
Cliente abituale di Checco er Carettiere era il Trilussa, grande poeta dialettale, ottimo bevitore e carattere capriccioso. Un giorno si rifiutò di bere il vino di Checco nei nuovi calici decorati con il carretto, giurando:
"Io qui non c'entro più!" .
Dopo qualche tempo si rifece vivo sul calessino fermandosi all'entrata dell'osteria e chiese del vino:
"Ho detto che non entro più, ma qui fuori bevo quanto me pare!"
Le loro foto con dedica tappezzano le pareti e fanno ormai parte dell'arredo. Osservarle giocando a "Chi è?" è un discreto passatempo per ingannare l'attesa (breve!) del cibo!
Clicca qui per vedere alcune delle foto presenti nel ristorante
La foto qui a sinistra è una foto di classe, nel vero senso della parola. Se avete occhio attento (clicca sulla foto per ingrandirla) potete scorgere fra i compagni dei bambini prodigio, amici per la pelle che sono rimasti tali per tutta la vita. Sergio Leone (1) e Ennio Morricone (2) trasteverini doc come Filippo Porcelli (3) si sono incontrati prima per giocare nei vicoli intorno a via Benedetta e poi, nel ristorante di Filippo per lavorare in una bella e quadrata sala appartata adibita ad ufficio dove sono nate indimenticabili sceneggiature e melodie con un via vai di attori attrici e artisti di gran valore, il tutto condito con l'olio migliore e annaffiato con il vino dei castelli.
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Checco Racconta
Carrettiere fin dall'inizio del '900, nel 1935 Checco Porcelli rileva l'Osteria del Burino, tipica frasca romana in via Benedetta 13. Il vino era quello dei Castelli cantato (e bevuto) da Trilussa e si misurava ancora a barzilai, tubbi, fojette, mezze fojette, sottovoci e sciacquadenti. La cucina, romana doc, era curata dall'energetica Diomira, moglie del titolare.
Sono gli anni della Dolce Vita: attori, registri e produttori fanno democraticamente la fila mescolandosi al popolo di Trastevere. Nel 1961 il figlio Filippo prende le redini dell'osteria che sette anni dopo si trasferisce nei più capaci locali di un'ex segheria, al numero civico 10.
Oggi i nipoti del Carrettiere continuano la loro cucina del territorio, semplice e orgogliosa, a base di pesce freschissimo, ingredienti scelti e ricette antiche. La nouvelle cuisine potete scordarvela: porzioni omeopatiche e isterie estetiche qui non hanno cittadinanza. Qui si mangia sul serio!
"Un uomo non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene."
Virginia Wolf
















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