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L'Osteria

Se avete mangiato almeno una volta al ristorante di Checco er Carettiere sapete già che vorreste mangiare così a pranzo e a cena ogni giorno dell'anno; allora per andare incontro alle vostre fantasie al numero 13 di via benedetta c'è un'altra porta aperta per gli appassionati di buon cibo e buona compagnia: l'Osteria di Checco Er Carettiere. Rilevati da Francesco Porcelli nel 1935 i locali dell'osteria sono stati aperti al pubblico fino al 1968 per poi essere magazzino del ristorante fino al 2005, anno in cui i nipoti di Francesco li hanno ristrutturati e offerti al pubblico di tutte le tasche.

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Checco Racconta

Carrettiere fin dall'inizio del '900, nel 1935 Checco Porcelli rileva l'Osteria del Burino, tipica frasca romana in via Benedetta 13. Il vino era quello dei Castelli cantato (e bevuto) da Trilussa e si misurava ancora a barzilai, tubbi, fojette, mezze fojette, sottovoci e sciacquadenti. La cucina, romana doc, era curata dall'energetica Diomira, moglie del titolare.

Sono gli anni della Dolce Vita: attori, registri e produttori fanno democraticamente la fila mescolandosi al popolo di Trastevere. Nel 1961 il figlio Filippo prende le redini dell'osteria che sette anni dopo si trasferisce nei più capaci locali di un'ex segheria, al numero civico 10.

Oggi i nipoti del Carrettiere continuano la loro cucina del territorio, semplice e orgogliosa, a base di pesce freschissimo, ingredienti scelti e ricette antiche. La nouvelle cuisine potete scordarvela: porzioni omeopatiche e isterie estetiche qui non hanno cittadinanza. Qui si mangia sul serio!

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"Per la miseria, signora, cattivo cuoco è colui che non sa leccarsi i baffi."

W. Shakespeare

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