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Roberto Benigni (1952) Attore e regista di fama internazionale, toscano (anzi, toscanaccio) di nascita ma romano d'adozione, Roberto Benigni rappresenta un'icona del cinema nostrano e un vanto per tutto il popolo italiano che lo idolatra da più di 20 anni. Tra le sue interpretazioni memorabili, ricordiamo quella in "Chiedo asilo" (1979) di Marco Ferreri, ne "La voce della luna" (1990) del maestro Federico Fellini e in "Daunbailò" (1986) di Jim Jarmusch e, soprattutto in "Berlinguer ti voglio bene" (1977) il film-cult di Giuseppe Bertolucci dove Benigni dà vita al mitico personaggio di Mario Cioni Tra le sue regie non possiamo non cominciare da "La vita è bella" (1997) vincitore di 5 nastri d'argento, 7 nomination agli oscar e 3 statuette (miglior film straniero, miglior attore e miglior colonna sonora). Poi, ricordiamo: "Tu mi turbi" (1982), la sua prima regia; "Non ci resta che piangere" (1984) in co-regia con il compianto Massimo Troisi; "Il piccolo diavolo" (1988) al fianco di Walter Matthau; "Johnny Stecchino" (1992). Benigni viene descritto dal personale del ristorante come un uomo discreto, riservato, timido. Sempre in compagnia della sua amata consorte, Nicoletta Braschi, il regista di Vergaio fa visita da "Checco" almeno una volta l'anno Menzioniamo, inoltre, tra i suoi film solo come attore: "Il pap'occhio" (1980) e "F.F.S.S." (1983), i due unici film diretti da Renzo Arbore, considerato da molti il suo vero "scopritore" e l'uomo che ne ha scoperto le doti da attore completo e innovativo; "I giorni cantati" (1979) di Paolo Pietrangeli e "Il minestrone" (1981) di Sergio Citti. Tra le sue apparizioni internazionali: "Chiaro di donna" (1979) di Costa-Gavras; "Taxisti di notte" (1992) di Jim Jarmusch nell'episodio con Paolo Bonacelli; "Il figlio della Pantera rosa" (1993) con la regia di Blake Edwards. |