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Sergio Leone (1929-1989)

Considerato unanimemente il più grande regista di western "non americano", autore di capolavori assoluti quali "Per un pugno di dollari (1964)", "C'era una volta il west" (1968), "Giù la testa", Sergio Leone è oggi un punto di riferimento imprescindibile della cinematografia italiana.

Compagno di classe durante la scuola elementare di Checco e del grande maestro Ennio Morricone (1928), lo ricordiamo in una storica tavolata la sera della "prima" romana del suo ultimo film "C'era una volta in America", datato 1984, in compagnia di James Woods e Robert De Niro (i protagonisti della celebre pellicola) e poi di Harvey Keitel, Cassius Clay, Gianni Minà e Dalila Di Lazzaro.
Uno degli emblemi della "romanità cinematografica" Leone, oltre a essere un grande autore era anche un uomo dalle intuizioni spesso talmente geniali da non essere comprese e un grande scopritore di giovani talenti (Carlo Verdone è praticamente una sua creatura, tant'è che Verdone stesso l'ha sovente definito il suo padre putativo…).

Da "Checco" lo ricordano come un uomo socievole, affabile, capace di divertirsi ma soprattutto di divertire. "Darei la mia vita per far risuscitare Sergio…" diceva Mario Brega, suo fedele attore e fraterno amico.
Questo a significare la stima e l'affetto di cui godeva Leone presso i suoi attori, ma in generale presso tutti i cittadini romani che, quel giorno di settembre del 1989, gli hanno riservato un commovente e doloroso tributo ricordato a oltre dieci anni di distanza come uno dei momenti più tristi e malinconici per la città di Roma.